Nella pillola precedente abbiamo parlato del questionario di assunzione del rischio accennando proprio della scheda di sinistrosità pregressa relativa all’attività o al bene da assicurare. Abbiamo definito quanto sia fondamentale questa sezione del questionario, per poter presentare al mercato assicurativo il rischio da proporre.

Perché? In quale modo tali dati possono influenzare la quotazione di una o più compagnie?
Le domande che stiamo ponendo possono sembrare banali agli esperti del settore, un po’ meno per il cliente che approccia a questo argomento e che, all’oscuro di ciò che succede nei “retrobottega” delle compagnie assicurative, si limita ad acquistare servizi loro necessari per poter adempiere i loro obblighi ed espletare la propria attività nella massima sicurezza.
Non dobbiamo dimenticare che l’Assicurazione è un trasferimento del rischio dal proprio patrimonio personale al patrimonio di un terzo, in questo caso la Compagnia di Assicurazione, che si sostituisce all’assicurato nel pagamento di un indennizzo dovuto ad un terzo a seguito di un evento avverso coperto in polizza. Tale premessa si rende necessaria al fine di comprendere quanto sia importante far capire alla società che assumerà tale rischio, la “bontà”, la qualità del cliente proponente, proprio in base alla frequenza dei sinistri occorsi nell’ultimo triennio o nell’ultimo quinquennio.

È vero che attraverso il contratto di assicurazione si trasferisce il rischio ad una compagnia ma è pur vero che lo stesso trasferimento avviene a fronte di un pagamento del premio di polizza, il calcolo di tale importo viene determinata da una serie di coefficienti moltiplicatori (detti Tassi) che aumentano in maniera proporzionale con l’aumento del rischio. Nella base di calcolo del premio è di grande rilevanza proprio la frequenza dei sinistri in un determinato periodo di tempo.

In questa pillola, andremo ad osservare lo strumento di base, che ogni intermediario dovrebbe utilizzare al fine di individuare, analizzare e sintetizzare una copertura per ogni esigenza assicurativa per ogni cliente.
Il “questionario di assunzione del rischio” si può riassumere in un concetto semplice: una puntuale ed approfondita intervista al cliente sulle proprie reali esigenze di copertura.

Diviso in macroaree di riferimento delinea i dati essenziali di riferimento del rischio da proporre al mercato assicurativo. Si parte dai semplici dati anagrafici, proseguendo successivamente ai precedenti assicurativi, fino ad affrontare il vero tema del questionario: l’oggetto dell’assicurazione. Nel caso delle Responsabilità Civili professionali, l’oggetto del rischio è l’attività, di conseguenza saranno formulate domande proprie della professione dell’assicurato (il tipo di rapporto con il cliente: contrattuale o extracontrattuale, il fatturato effettivo e stimato, la reale attività svolta etc.); in altri settori assicurativo come l’incendio e il furto le domande saranno ben diverse e riguarderanno la descrizione dei beni di assicurare, il loro valore di ricostruzione a nuovo, il contenuto, i sistemi di sicurezza etc.

L’ultima parte è relativa alle dichiarazioni del proponente relativamente alla sinistrosità pregressa, parte molto importante, al fine della determinazione del premio da parte della Compagnia.
Uno strumento semplice ed essenziale utile allo scopo di presentare al meglio il rischio alle Compagnie di assicurazioni, nella maggior parte dei casi, diviene parte integrante del contratto di assicurazioni poiché contiene le informazioni fondamentali che si sono rese necessarie proprio alla creazione del contratto stipulato, creato appositamente, come un abito su misura, per il cliente.
Gli intermediari, grazie a questo “dispositivo 1.0”, oseremmo dire, che vestano il camice bianco dei medici ed effettuano un’anamnesi del cliente/paziente al fine di dare una diagnosi certa ed inoculare una terapia inoppugnabile.